Tim Cook presenta iPhone SE

Apple svela iPhone SE e iPad Pro da 9.7″, iOS 9.3.

L’azienda della Mela presenta i nuovi dispositivi a Cupertino. La gamma iPhone ora ha un modello SE, erede del 5s ma potente come un iPhone 6s. Per iPad una versione Pro con display dalle dimensioni classiche. Sul palco, focus sulla salute con due nuovi “kit” di sviluppo dedicati. Tim Cook sul caso Fbi: “La sicurezza è un obbligo”. Tagli di prezzo consistenti per i dispositivi

 

La questione più spinosa Tim Cook, CEO di Apple, l’affronta subito, in apertura del keynote di presentazione degli ultimi prodotti dell’azienda di Cupertino. Nella Town Hall al quartier generale della Mela, davanti a una platea di 400 giornalisti ribadisce il “no” dell’azienda alla richiesta del dipartimento di giustizia americano di decrittare l’iPhone del terrorista della strage di San Bernardino, in California. Il capo di Apple, dopo che alle sue spalle un video racconta i 40 anni di Apple in 40 secondi, spiega: “Nel mondo ci sono un miliardo di dispositivi Apple, è questo il nostro impatto nel mondo”. Per questo “riteniamo di avere la responsabilità di aiutarvi a proteggere i vostri dati e la vostra privacy. E non ci tireremo certo indietro”. E ancora: “Sinceramente non pensavo che saremmo entrati in contrasto con il nostro governo. Sono molto riconoscente del supporto che abbiamo ricevuto dagli americani”. Insomma, Cook lancia un messaggio chiaro alle milioni di persone che posseggono un iPhone: non temete, continueremo a seguire una politica di protezione dei dati come abbiamo fatto finora. I nostri, i vostri smartphone sono al sicuro al cento per cento. Qualche ora dopo l’intervento di Cook, è stata rinviata l’udienza davanti alla corte di Riverside, a 650 km da Cupertino, che è stata chiamata a decidere sul braccio di ferro Apple-Fbi: il dipartimento alla Giustizia potrebbe aver trovato il modo di sbloccare l’iPhonesenza l’aiuto dei tecnici di Apple. Il tutto mentre la Corte suprema fa sapere che esaminerà il ricorso di Samsung condannata a pagare una super multa per aver infranto alcuni brevetti di Cupertino. Sono giorni molto intensi in casa Apple.

Un iPhone tutto nuovo. Dentro. Dallo scontro tra il diritto alla privacy e il diritto alla sicurezza ai prodotti il passo è breve: il tempo di cambiare la slide. Le novità di questo keynote non sono epocali e i prodotti tutti quelli attesi: arriva iPhone SE, simile all’iPhone 5S (quindi con profili squadrati e schermo da 4 pollici) ma dentro tutto diverso: microprocessore A9, camera a 12 megapixel, supporto per Apple Pay, Nfc, Live Photos, connettività aggiornata e possibilità di girare video in 4K. Poi il prezzo: si parte da 509 euro con 16 Giga (399 negli Usa) o 609 euro per 64 Giga. Che ne fanno l’iPhone meno costoso della storia di Apple. E’ decisamente un prodotto pensato per allargare il bacino dei clienti, puntando a chi non vuole spendere troppo e/o preferisce acquistare dispositivi più maneggevoli. L’iPhone SE sarà in vendita dal 31 di marzo in Usa, Gran Bretagna, Australia, Canada e Cina. In Italia arriverà a maggio.

iPad, il presente è sempre più pro. Altra novità attesa, l’iPad, la cui linea Pro vede adesso il modello da 9,7 pollici aggiungersi a quello da 12,9 presentato lo scorso ottobre. E’ un iPad di grande qualità con schermo retina, video in 4K, audio pro e tutti gli accessori professionali, dalla tastiera all’Apple Pencil. Le versioni sono tre: modello wifi 32 GB di memoria (689 euro), 128 GB (869 dollari) e 256 GB da 1049 euro. Prezzi che possono interessare chi intende “sostituire il pc”, come dice Phil Schiller con un dispositivo professionale. Il nuovo iPad Pro ha le stesse modalità di uscita dell’iPhone SE. “E’ il futuro del computing”, assicura Cook. Prezzo ribassato anche per l’Apple Watch (“lo smartwatch più venduto al mondo”): la versione Sport, quella base, adesso costa 369 euro. L’unica novità, aspettando l’autunno, sono i cinturini che si arricchiscono di nuovi modelli. Rilasciate, poi, le nuove versioni dei software per iPhone e iPad, per Apple Watch, Apple tv e Mac.App in salute. Uno dei punti sui quali l’azienda di Cupertino sta insistendo è il rapporto tra l’utente dei suoi dispositivi e il proprio stato di salute. Oggi ha presentato CareKit, nuovo framework software progettato per aiutare gli sviluppatori a creare strumenti diano la possibilità di arrivare a un monitoraggio costante. Disponibile dal prossimo mese, permetterà di creare app in grado di tracciare lo stato di salute e integrare queste informazioni con chi è deputato a controllarlo, ovvero medici, infermieri e famigliari. “Siamo entusiasti del profondo impatto che ResearchKit ha già avuto sul ritmo e sulla portata delle ricerche mediche e ci siamo resi conto che molti di quegli stessi principi avrebbero potuto trovare applicazione nell’assistenza individuale”, ha il CFO Jeff Williams: “Riteniamo che fornire alle persone gli strumenti per comprendere ciò che sta accadendo con la loro salute sia incredibilmente importante, e le app progettate con CareKit lo rendono possibile, dando agli utenti la possibilità di svolgere un ruolo più attivo nella gestione della cura di sé”.

EcoApple. Un focus sul rispetto dell’ambiente da parte di Apple e sugli obiettivi che in questa chiave si pone arriva da Lisa Jackson, vice presidente responsabile per le politiche ambientali del gruppo e già ex responsabile per l’ambiente nel governo americano. I dati della Mela sono di eccellenza ma si può fare ancora di più: il 90% dell’energia che usa l’azienda arriva da fonti rinnovabili e il 99% della carta usata per le confezioni dei prodotti Apple è carta riciclata. La Jackson quindi mostra un video nel quale si vede all’opera un robot a cui è stato dato il nome Liam: il suo compito è quello di riciclare i vecchi iPhone smontandoli in tutti i loro componenti.

Arrivederci all’Astronave. Al chiudere un keynote insolitamente breve è Tim Cook. Ricordando i 40 di vita di Apple (l’azienda fondata da Steve Jobs e Steve Wozniak il primo aprile del 1976) suggerisce che il prossimo evento interno molto probabilmente si svolgerà al nuovo campus Apple sempre a Cupertino – con le sembianze di una gigantesca astronave – che sarà inaugurato all’inizio del prossimo anno. “Lasceremo questo posto al quale ci legano dei bellissimi ricordi”. E giù applausi.

iPhone_SE1 iPhoneSE2 iPhoneSE3 iPhoneSE4 iPhoneSE5 iWatch1 iWatch2 iPadPro1 iPadPro2 iPadPro3 iPadPro4 Recap1 Recap2

Android 7.0 N

Android N cela un asso da Desktop: la modalità in finestra

Nascosta nel codice di Android N, ma non ancora funzionante né attivabile, c’è una funzione che potrebbe anticipare il futuro desktop di Android.

Android N ha senz’altro fatto notevoli passi in avanti in termini di usabilità su grandi schermi (e non solo) con l’introduzione del multi-window, che su Android TV diventa anche picture-in-picture, ma pare che questa non sia la sola novità in tal senso che arriverà dalla nuova release di Android.

Nel codice della developer preview 1 di N ci sono infatti riferimenti alla “freeform window“, una modalità sperimentale per eseguire le app in finestre di dimensione variabile, che da come sono descritte sembrano proprio quelle cui siamo abituati su sistemi desktop, con tanto di pulsante per ingrandirle e chiuderle. Tale opzioni dovrebbe trovarsi tra quelle per sviluppatori, ma per ora non c’è modo di farla comparire.

Un ingegnere Google ha confermato che questa modalità non è attivabile sull’attuale preview di Android N, sebbene nel codice ce ne siano tracce, lasciando intendere che sarà disponibile solo in futuro, tanto che nella documentazione ufficiale è anche già descritta:

Manufacturers of larger devices can choose to enable freeform mode, in which the user can freely resize each activity. If the manufacturer enables this feature, the device offers freeform mode in addition to split-screen mode.

I produttori dei dispositivi più grandi possono scegliere di abilitare la modalità freeform, nella quale l’utente potrà liberamente ridimensionare ogni attività. Se il produttore abiliterà questa funzione,  il dispositivo offrirà la modalità freeform in aggiunta a quella split-screen.

Non siamo affatto sicuri che questa modalità sarà pienamente funzionante in Android N fin dalla sua prima release pubblica, ma ci sono comunque buone probabilità, ed aver introdotto la modalità multi-window, dicendo in pratica agli sviluppatori di occuparsi dell’eventuale ridimensionamento delle proprie app, è senz’altro un primo passo perché il freeform mode possa funzionare correttamente con le varie applicazioni; e da lì allo sbarco ufficiale su dispositivi sempre più grandi, un ulteriore passo potrebbe essere breve.

Fonte: ArsTechnica

iPhone

iPhone 7 sarà così?

È apparsa in rete un’immagine che mostra il retro della scocca di quello che potrebbe essere il prossimo iPhone 7. Il design sembra pressoché invariato, la principale differenza è data dalle bande in materiale plastico, utilizzate finora per migliorare il funzionamento delle antenne e la ricezione. Nell’immagine queste bande non attraversano più il retro del dispositivo, ma corrono lungo il bordo superiore e inferiore. La fotocamera dovrebbe essere meno sporgente, inoltre diverse indiscrezioni parlano anche di uno spessore ridotto del nuovo modello e della possibile rinuncia al classico jack da 3,5 mm per le cuffie, l’audio passerà infatti attraverso la porta Lightning. iPhone 7 potrebbe anche disporre di certificazione di impermeabilità, per rendere meno rischioso il contatto accidentale dello smartphone con l’acqua.

Android

Google ha reso disponibile Android N

A sorpresa, Google ha deciso di rendere disponibile una preview di Android N, per avere i feedback degli sviluppatori e raccogliere così eventuali suggerimenti e correzioni. Tra le novità più interessanti in questa preview si segnala la possibilità di avere la gestione multi-window, funzionalità che permetterà di affiancare più finestre e di utilizzare il picture-in-picture. Altra novità interessante presente in Android N è Direct Reply Notifications, cioè la possibilità di rispondere a un messaggio direttamente dalla notifica senza la necessità di aprire l’app interessata. Con la nuova versione della funzione Doze, inoltre, Google migliora di l’efficienza di Android. Doze interviene quando il telefono ha lo schermo spento e non è collegato all’alimentatore: in una prima fase agisce sull’accesso alla rete e sui processi di sincronizzazione, attivandoli solo in determinate finestre temporali. Quindi, in una seconda fase, se il telefono continua a non essere utilizzato viene spento anche il GPS, lo scan delle reti Wi-Fi e gli allarmi. Questi accorgimenti permettono di estendere l’autonomia del dispositivo.

Emoji

Facebook, le nuove faccine non ti piacciono? Personalizzale!

Vuoi sostituire le emoji appena introdotte da Menlo Park con qualcosa di più divertente? Basta installare un’estensione per Chrome e Firefox e scegliere fra i pacchetti già disponibili, da Trump ai Pokémon, o crearne di nuovi

A DARE UNO sguardo c’è già una scelta interessante per quanto limitata. The Donald, ovviamente, non poteva mancare: sei reazioni da dispensare su Facebook personalizzate con le più buffe espressioni facciali dello scorrettissimo candidato repubblicano Donald Trump. Ci sono poi i Pokémon, personaggi dai manga giapponesi, disegni nuovi di zecca, perfino l’affascinante premier canadese Justin Trudeau. Di cosa stiamo parlando? Delle Reactions, il nuovo Mi piace inaugurato due settimane fa da Facebook. Come tutti gli utenti hanno avuto modo di sperimentare in prima persona, oltre allo storico pollicione possiamo ora esprimere la nostra empatia per un certo contenuto pubblicato dagli amici ricorrendo ad altre cinque emoji. Quattro faccine e un cuore battezzate appunto Love, Ahah, Wow, Sigh e Grr. Se però non ti piacciono, ora puoi cambiarle e personalizzare il social network grazie a Reaction Packs for Facebook. Per ora solo nella versione desktop.

Il trucco è infatti possibile grazie a un’estensione per i browser Firefox e Google Chrome che consente di modificare quelle sei immagini animate preimpostate con “qualcosa di più divertente”. Non è ovviamente un prodotto ufficiale supportato dal gruppo: i pacchettini per le nuove reazioni vengono caricati nel browser ogni volta che ci si collega al sito di Mark Zuckerberg e sostituiscono il menu che propone le faccette decise al quartier generale. A patto, appunto, di aver installato sul proprio programma per la navigazione l’estensione in questione. Sembra tutto molto complesso, in realtà bastano pochi passaggi.
 
È stato Rodney Folz, un ex indie hacker e sviluppatore californiano ora al lavoro per Yelp, a proporre questa bizzarra variazione sul tema. In fondo cavalcando quanto è accaduto nei giorni immediatamente successivi al lancio di Reactions: in molti hanno pubblicato delle elaborazioni grafiche e degli esilaranti fotomontaggi con cui hanno personalizzato, ma ovviamente col solo obiettivo di condividere foto divertenti, le nuove faccine del social. Perché non dare alle persone l’opportunità di creare le proprie Reactions effettivamente funzionanti? D’altronde l’accoglienza è stata divisiva: gli esperti di linguaggio, per esempio, non hanno gradito la rivoluzione del Mi piace. Le ragioni sono diverse: dalla limitata gamma di emozioni che consentono di esprimere al miscuglio grammaticale che creano, distruggendo ogni coerenza sintattica mischiando sostantivi, verbi, manifestazioni onomatopeiche, aggettivi e interiezioni.
 
Oltre ai pacchetti già disponibili, dunque, chiunque può mettersi alla prova e inventare i Mi piace, Love, Ahah, Wow, Sigh, Grr alternativi. Sperando magari che un giorno possano essere notati da Menlo Park dove comunque, un po’ come accaduto con gli sticker disponibili per i commenti, sembra strano non abbiano pensato a una scelta del genere. Per mettersi all’opera basta seguire le linee guida rese disponibili sul sito. Ci sono centinaia di politici, cartoni, personaggi del cinema e dello spettacolo, solo per scomodare alcune categorie, le cui espressioni facciali sarebbero perfette per scaldare un po’ il nuovo strumento introdotto da Facebook. Il successo dell’iniziativa dipenderà ovviamente dalla quantità di utenti che decideranno di sposarla: le nuove emoji rimangono infatti visibili alla persona che le ha installate (il che non è poco, se le faccine non vi stanno proprio simpatiche) e agli amici che, come lui, hanno scaricato e installato il plug-in nel proprio browser. Reaction Packs for Facebook è disponibile su questo sito oppure dal Chrome Web Store e dalFirefox add-on site. Una volta attivato basta tornare sul sito di partenza per scegliere quale set di emoji si vuole visualizzare sulla bacheca di Facebook e la personalizzazione è completata.
 
L’abbiamo provata: l’estensione funziona benissimo, per installarla occorrono forse 20 secondi e in effetti rende il meccanismo del nuovo Mi piace molto più divertente. D’altronde la personalizzazione spinta è il segreto di ogni servizio digitale e Facebook dovrà prima o poi arrivare a proporre questa scelta ai propri utenti. Impossibile, infatti, trattenere un sorriso ogni volta che si assegna a un post di un amico una faccia stupita di Donald Trump o un piccolo, scoppiettante Pokémon.
 

 

TIM Prime

Dal 10 Aprile arriva TIM Prime: cosa è e come disattivarla

Così come Vodafone Exclusive, dal 10 Aprile anche TIM avrà una tariffa con dei servizi aggiuntivi che diventerà la TARIFFA BASE per i profili tariffari ricaricabili. L’attivazione del servizio, che si chiamerà TIM Prime, verrà anticipato a tutti gli utenti con un sms dove si avviserà di un aumento tariffario di € 0,49 cent a fronte di alcuni vantaggi a cui, però, non tutti possono essere interssati.

Nel dettaglio TIM Prime darà diritto a:

  • Minuti ed SMS illimitati ad un numero TIM preferito
  • Navigazione in 4G
  • 2 ingressi al cinema al prezzo di 1
  • Servizio clienti dedicato chiamando il numero 800.000.916
  • Possibilità di vincere tanti premi come smartphone, ricariche e tablet con Ricarica+

Di seguito riportiamo il testo del messaggio che TIM sta inviando a tutti i suoi clienti:

Cambiano le condizioni economiche del tuo piano base:a partire dal 10/4,con 49cent/sett in più avrai chiamate e SMS illimitati vs un numero TIM.Inoltre potrai richiedere gratis i vantaggi esclusivi x i clienti TIM Prime:ogni settimana biglietti cinema2x1,assistenza diretta di un operatore TIM al 800.000.916,possibilità di vincere smartphone con Ricarica+.Puoi recedere senza penali o passare ad altro operatore entro il 9/4.Per info o rinuncia alle novita’ e mantenere le attuali condizioni chiama il 409162.Scopri i vantaggi e inserisci il numero amico su www.tim.it/Prime

Nel caso non foste interessati a mantenere questa opzione è possibile disattivarla (sia prima che dopo il 10 Aprile) chiamando il numero 409162 e seguire le indicazioni della voce guida oppure andando direttamente sulla pagina per richiedere la disattivazione del servizio.

Non sono coinvolti nell’iniziativa i clienti Abbonati, i clienti con attive offerte TIM Young Junior, le linee Business e M2M Business (es. allarmistica, TIM Casa, TIM Home Connect Light, TIM Home Connect 12, TIM Home Connect 24, TIM Tag).

 

WhatsApp

Da fine 2016 niente più ‘WhatsApp’ per chi ha questi smartphone

Whatsapp ha compiuto da poco i suoi primi 7 anni, con il traguardo di quasi un miliardo di persone in tutto il mondo che lo utilizzano. E, per l’occasione, la società ha scelto di tracciare sul suo blog ufficiale un bilancio tra passato e futuro. Perché, si legge, oltre alle sfide che devono arrivare, “gli anniversari sono anche l’occasione per guardare indietro”.

“Quando abbiamo iniziato nel 2009, l’utilizzo che le persone facevano dei dispositivi mobili erano molto diversi da oggi” prosegue la nota, nella quale si ricorda che circa il 70% degli smartphone venduti allora aveva sistemi operativi offerti da BlackBerry e Nokia.

Oggi invece i sistemi di Google, Apple e Microsoft (installati su meno del 25% dei dispositivi venduti sei anni fa) rappresentano il 99,5% del mercato. E così, “se guardiamo avanti per i nostri prossimi 7 anni – si legge sul blog ufficiale – vogliamo concentrare i nostri sforzi sui dispositivi che la stragrande maggioranza delle persone utilizza”. E qui arriva il passaggio amaro per alcuni appassionati dell’applicazione: “Entro la fine del 2016 chiuderemo il supporto per WhatsApp Messenger sulle seguenti piattaforme mobili”.

whatsapp_blog

 BlackBerry (compreso BlackBerry 10)

 Nokia S40

 Nokia Symbian S60

 Android 2.1 e Android 2.2

 Windows Phone 7.1

Dispositivi, comunica la società, che “non offrono il tipo di funzionalità di cui abbiamo bisogno per espandere le caratteristiche dell’applicazione in futuro”.

“E’ stato un viaggio sorprendente – sottolinea ancora WhatsApp – e nei prossimi mesi metteremo ancora più enfasi sulle caratteristiche per garantire sicurezza, da un lato, e offriremo sempre più modi per rimanere in contatto con le persone che ti stanno a cuore dall’altro”. Per continuare ad utilizzare WhatsApp, conclude, “se utilizzate uno di questi dispositivi mobili, vi consigliamo di passare ad una versione più recente di Android, iPhone o Windows Phone prima della fine del 2016”.

iPhone

In arrivo iPhone SE, lo smartphone Apple di gamma media

Secondo alcune indiscrezioni, il 21 di marzo Apple potrebbe presentare iPhone SE (Special Edition), lo smartphone con cui la casa di Cupertino intende catturare l’attenzione della fascia media di mercato. Nel nome non ci sarà quindi il numero 5, come era stato precedentemente ipotizzato. Il nuovo iPhone a prezzo più accessibile (si ipotizza un costo di 500$, da verificare) dovrebbe proporre caratteristiche vicine ai top di gamma: le indiscrezioni in rete parlano di un chip Apple A9, fotocamera iSight da 12 Megapixel, touch ID, supporto a Apple Pay via NFC e funzionalità Hey Siri always-on.

Android

8 cose incredibili che si possono fare con smartphone Android

Esistono app e trucchi che, sfruttando caratteristiche dei cellulari ai più sconosciute, consentono di fare cose veramente portentose…

Oggi esistono centinaia di migliaia di app con cui si può fare in pratica di tutto. Si possono consultare giornali e riviste online, ascoltare la radio, fotografare e modificare le foto o ottenere indicazioni stradali e sul traffico. Esistono però app e trucchi che, sfruttando caratteristiche dei cellulari ai più sconosciute, consentono di fare cose veramente portentose.

Ecco le 8 cose più strane e incredibili che forse non sapevate che si potessero fare con il vostro smartphone.

1La fotocamera dello smartphone è in grado di rilevare la luce infrarossa
Le fotocamere dei moderni smartphone sono in grado di rilevare la luce dello spettro degli infrarossi, invisibile a occhio nudo, emessa dai telecomandi. Basta puntare il telecomando alla fotocamera e il gioco è fatto. Ottimo modo per verificare il corretto funzionamento dei comandi a distanza.

foto1

2Lo smarthone può diventare un metal detector
Sembra impossibile ma esiste anche questa app. Si tratta di un’applicazione che permette di utilizzare lo smartphone come un metal detector, il tutto in modo semplice e senza aggiungere hardware al device Android. L’applicazione è in grado di misurare il valore dei campi magnetici utilizzando i sensori magnetici integrati nel dispositivo.

foto2

3Il telefonino Android può generare Bitcoin
Utilizzando app come DroidMiner è possibile generare la famosa criptovaluta, la prima a essere riconosciuta come forma di pagamento da diversi siti Internet.

foto3

4Lo smartphone può tenere sotto controllo il battito del cuore
Con applicazioni come “Cardiografo” è possibile misurare la frequenza del battito cardiaco attraverso l’utilizzo della camera, approccio simile utilizzato dalle apparecchiature mediche professionali.

foto4

5Aiutare la scienza per la lotta contro il cancro
Power Sleep è una sveglia che aiuta la scienza in molto semplice. S’imposta l’orario al quale ci si vuole svegliare e si mette in carica il telefonino. Quando la batteria è completamente carica, l’app sfrutta il processore dello smartphone per svolgere calcoli utili ai ricercatori dell’università di Vienna per la ricerca nella lotta contro il cancro.

foto5

6Il telefonino può tenere lontano le zanzare
Esistono diverse app come No Zanzare e Anti zanzareche emettono un ultrasuono (non udibile dall’orecchio umano) che riproduce il richiamo sessuale del maschio causando repulsione da parte delle zanzare femmine già fecondate, che sono le uniche in grado di pungere.

foto6

7La fotocamera dello smartphone può trasformarsi in un microscopio
Si tratta di un hack che permette di trasformare qualsiasi smartphone in un microscopio. Il trucco è l’aggiunta di un leggero strato di acqua sull’obiettivo della fotocamera che fungerà da lente d’ingrandimento. Poiché l’idea è un po’ rischiosa, si consiglia di provarla solo con un smartphone impermeabile…

foto7

8Leggere i passaporti elettronici
I passaporti di oltre 60 paesi al mondo sono dotati al proprio interno di un chipRFID che rende possibile semplicemente avvicinando il documento d’identità a un moderno smartphone (dotato della stessa tecnologia) visualizzare tantissime informazioni come firma elettronica, foto e dati biometrici. Per far ciò è necessario installare un’applicazione chiamata “NFC Passport Reader”.

foto8

Galaxy S7 e S7 Edge

Samsung presenta Galaxy S7 e S7 Edge, rinnovamento tangibile

Design simile all’attuale ma con un profondo rinnovamento tecnico. Così si presentano i nuovi Galaxy S7 ed S7 Edge, gli smartphone “flagship” del produttore coreano presentati al Mobile World Congress di Barcellona

Come da previsione, Samsung ha presentato i prodotti più attesi di questo Mobile World Congress: il Galaxy S7 e la versione dual edge S7 Edge, la cui consegna in Italia è prevista per l’11 Marzo. Non si è trattata di una vera e propria rivoluzione: i modelli di quest’anno offrono miglioramenti tangibili rispetto a quelli dell’anno scorso ma senza tradirne l’impostazione di design. E così, nonostante una migliore integrazione vetro-alluminio, la modifica delle dimensioni di S7 Edge e profili ulteriormente smussati, i due nuovi Galaxy restano perfettamente in linea con quelli dello scorso anno.

Questo non significa che il rinnovamento non sia importante: a parte il classico incremento prestazionale (con un nuovo Exynos, i 4 GB di memoria ecc), il Galaxy S7 Edge cresce fino a 5,5’’ e acquisisce, insieme al fratello “minore” (Galaxy S7, da 5,1’’ di diagonale), la funzionalità Always-on-Display: questo significa che il display, anche in condizioni di stand by resta comunque acceso e mostra alcune informazioni importanti, come data e ora o l’intestazione delle news; può essere utile e di sicuro consuma pochissimo grazie alla tecnologia Super Amoled del display.

content_galaxy2

Confermata la risoluzione Quad HD in entrambe le versioni, mentre segnaliamo il gradito ritorno dello slot Micro SD, abilmente occultato all’interno del medesimo “sportellino” della nano SIM. Torna anche l’impermeabilità agli spruzzi d’acqua. I nuovi modelli della serie S7 sono resistenti all’acqua e alla polvere (IP68): anche se non è consigliabile provarlo di persona, Samsung dice che i Galaxy S7 possono starsene a mollo fino a 30 minuti senza subire danni. Le porte dei dispositivi sono sigillate, quindi non c’è più la necessità di avere a loro protezione gli scomodi sportellini di gomma, che spesso con l’uso si rompevano.

Ma le novità più significative sono forse concentrate nella fotocamera: a fronte di una riduzione di risoluzione (si passa da 16 mpixel a 12 mpixel), la fotocamera è molto meno sporgente rispetto alla versione dello scorso anno e ha pixel più grandi, oltre a un gruppo ottico con apertura F1.7 e quindi migliore in termini di resa in condizioni di scarsa luminosità. Samsung dichiara che sui Galaxy S7 grazie al nuovo sensore con pixel molto più larghi ora è possibile captare il 56 per cento di luce in più, quindi con colori più realistici anche in condizioni di scarsa luminosità. A questo si aggiunge un nuovo sistema di lenti che contribuisce a inviare verso il sensore un quarto di luce in più rispetto agli S6. Samsung ha reso anche molto più rapido l’avvio della fotocamera e ha aggiunto alcune funzionalità che di solito si trovano nelle reflex (DSLR).

Ovviamente basati su Android 6.0 Marshmallow, i due nuovi Galaxy potranno contare su personalizzazioni software importanti, soprattutto nella versione Edge, che potrà usare un bordo curvo per notizie, informazioni, più app e notifiche rispetto al passato.

content_galaxy3

I nuovi Samsung Galaxy S7 hanno una memoria interna massima di 32 GB (in alcuni paesi Samsung ne commercializzerà anche da 64 GB), ma rispetto alla serie precedente ora, come dicevamo, c’è la possibilità di espanderla aggiungendo una scheda esterna di tipo microSD, una delle cose tradizionalmente più gradite dagli utenti di Samsung. A seconda del paese in cui sono venduti, gli S7 sono dotati di un processore Snapdragon 820 di Qualcomm o di un Exynos realizzato dalla stessa Samsung, per entrambi i modelli ricordiamo la RAM essere da 4 GB. Per caricare i nuovi telefoni c’è una classica porta Micro USB e non una nuova USB Tipo-C, ritenuto il nuovo standard dai principali produttori. Samsung ritiene che sia una tecnologia ancora acerba e ha preferito mantenere il vecchio sistema, evitando problemi di compatibilità con altri dispositivi.

La serie S6 aveva qualche problema con la durata della batteria e per questo Samsung l’ha potenziata per offrire maggiore autonomia. Il Samsung Galaxy S7 ne ha una da 3.000 mAh contro i 2.550 di S6, mentre S7 Edge ne ha una da 3.600 mAh contro i 2.600 del precedente. Semplificando, le batterie sono più grandi e immagazzinano quindi più energia elettrica: Samsung ha inoltre mantenuto i sistemi per la ricarica rapida, che servono per portare la batteria al 30 per cento circa in meno di 15 minuti.

Ma i due Galaxy non sono state le uniche novità dell’Unpacked Samsung 2016: tra queste impossibile non menzionare Gear 360, la prima videocamera consumer Samsung che riprende a 360 gradi ed è pensata per la realtà virtuale. Sì, perché l’idea di Samsung è essere presente sul treno della realtà virtuale sotto ogni aspetto: quello della fruizione dei contenuti tramite Gear VR, quello della condivisione grazie alla partnership con Facebook e anche quello della creazione con Gear 360.

Il prodotto è molto piccolo, compatto, si trasporta facilmente e sembra quasi una pallina da golf: è dotato di connettività bluetooth e integra due videocamere da 15 mpixel l’una con ottica fisheye in grado di catturare tutto ciò che ci circonda. Ha ovviamente uno slot micro SD per la memory card ma anche un pulsante “fisico” superiore con cui scattare fotografie e avviare la ripresa di video. In alternativa (o congiuntamente), il video può essere gestito tramite app, di modo tale da unire in un unico ecosistema la videocamera 360°, lo smartphone e il visore. Che il futuro sia davvero “virtuale”?

content_P3430182